L'allevamento biologico del suino
tra realtà ed utopia


Il giorno 28 Aprile 2001, presso la

Rassegna Suinicola Internazionale

di Reggio Emilia si è tenuto un importante convegno dal titolo:

“L'allevamento biologico del suino tra realtà ed utopia“.

La forte richiesta di prodotti biologici da parte dei consumatori e l'emanazione di nuove normative riguardanti i metodi di allevamento biologico hanno spinto PROGEO in collaborazione con SIVAR (Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito) ad un incontro con esperti del settore alla Rassegna Suinicola 2001 di Reggio Emilia.

Il primo relatore, il Dott. CRISTOPHE DUTERTRE, responsabile del programma biologico suino in FRANCIA (presso l'ITP) ha indicato come la produzione biologica suina sia stata in forte aumento negli ultimi due anni sino a raggiungere i 37.000 capi macellati nel 1999 (che rappresenta lo 0,1% del totale dei suino prodotti).

Il relatore ha sottolineato alcuni punti criticidel sistema:

a) la FRANCIA ha adottato norme ancora più rigide della normativa europea (già divieto di impiego di suinetti di origine industriale dal dicembre 2001, contrazione delle dimensioni dell'allevamento, autonomia del 40% in cereali ecc...)

b) il controllo degli alimenti utilizzati. L'altro ostacolo allo sviluppo della filiera biologica è stato, per il relatore, il costo della carne biologica, secondo il Dott. DUTERTRE i consumatori non sono propensi a pagare una differenza troppo elevata rispetto ai prodotti standard. Il Dott. DUTERTRE ha poi valutato la possibilità di impiego nell'allevamento suino biologico delle razze autoctone (ex il Basco, il Guascone, ecc...) anche per ragioni sia produttive che qualitative.

In Francia le tipologie genetiche impiegate nella produzione biologica sono le stesse utilizzate nella produzione convenzionale.

Il campo delle normative riguardante Reg. UE 1804/99/DM 4/8/2000 e DM 29/03/2001 le produzioni biologiche è stato affrontato dal Dott. LINO NORI che dal 1995 è Presidente della F.I.A.O. (Federazione Italiana Agricoltura Organica).

Le nuove normative sottolineano l'importanza del collegamento funzionale terra-allevamento nel metodo biologico che porta a far sì che almeno il 35% della sostanza secca della razione annuale provenga dall'azienda stessa o dal comprensorio in cui ricade.

Viene concessa fino al 24/08/2005 la possibilità di incorporare nella razione annua una percentuale di alimenti convenzionali (espressi in s.s.) pari al 20%.

In merito al capitolo delle deiezioni zootecniche il D.M. impone che le deiezioni prodotte negli allevamenti biologici debbano essere distribuiti presso l'azienda medesima o aziende che praticano allevameno bioligico.

Il Dott. NORI ha poi esaminato alcuni punti critici (tra cui quello suddetto) dell'allegato del D.M. che si spera possano subire alcune correzioni per non rendere troppo difficoltoso lo sviluppo della zootecnia biologica nazionale.

Il Dott. MARIO GIANNONE, consulente dal 1983 del CTPB (coordinamento Toscano Produttori Biologici) ha mostrato interessanti diapositive sull'allevamento biologico del suino con interessanti osservazione sull'aspetto pratico-zootecnico.

La Dott. AGNESE CIURI ha infine affrontato il tema della gestione sanitaria dell'allevamento biologico del suino che è improntata in una corretta programmazione degli interventi sanitari, integrando l'utilizzo di terapie naturali con quello di farmaci convenzionali nei casi, questi ultimi, si rendano veramente necessari.

I temi affrontati dal Convegno hanno suscitato un grande interesse visto la notevole affluenza (più di 200 persone).

Alcuni momenti del convegno, con la sala gramita di partecipanti